Foggia - Nardò 2-0

01.03.2020

ingresso in campo delle squadre

Foggia 01 marzo 2020

Foggia: Fumagalli; Anelli, Viscomi, Cadili; Kourfalidis, Gibilterra, Salvi (94′ Gemmi), Gerbaudo, Ndiaye; El Ouazni (82′ Tedesco), Tortori (75′ Russo)
A disposizione: Rizzitano, Gemmi, Alba, Cittadino, Russo, Allegretti, Tedesco, Carboni, Campagna
Allenatore: Roberto Cau

Nardò: Milli; Pantano, Stranieri (83′ Montaperto), Trinchera; Frisenda (67′ Raia), Trofo (60′ Mengoli), Danucci (67′ Camara), Calemme (86′ Colonna), Natalucci; Manfrellotti, Cancelli
A disposizione: Mirarco, Calabrese, Colonna, Centonze, Raia, Spagnolo, Mengoli, Montagnolo, Camara
Allenatore: Foglia Manzillo

Arbitro: Simone Taricone di Perugia (Assistenti: Giorgio Ermanno Minafra di Roma 2 e Francesco Romano di Isernia)

Reti: 3′ Gibilterra (F), 64′ Tortori (F)

Ammoniti: 29′ Tortori (F), 42′ Pantano (N), 43′ Gibilterra (F), 50′ Danucci (N), 61′ Stranieri (N), 68′ Cancelli (N), 72′ Kourfalidis (F)

Espulsi: 58′ Gibilterra (F)

Non ci sono più alibi. Non c’è tempo e voglia di cercarli. Laddove c’erano tutti i presupposti per tornare con punti preziosi a casa, ci siamo resi ingenui complici di un avversario che può solo ringraziare per grazia ricevuta. E quando anche una bomboniera della categoria come lo Zaccheria rinuncia ad applaudire a fine gara i propri ragazzi, che in fondo hanno vinto, hanno fatto il proprio dovere ed avvicinato la capolista Bitonto, si ha lo “screen” di una partita noiosa, abulica, quasi avvilente. Peccato! Le assenze di Corda e Gentile, due cagnacci capaci di “fomentare” le gare, costringevano i rossoneri a proporre in campo nuove soluzioni, con Salvi che torna a giocare dopo due mesi e mezzo, e Gibilterra avanti a proporre un inedito 3-4-3. E’ stata la sorpresa dauna che ha cercato di scardinare la partita, altrimenti molto complicata per la vicecapolista, che invece ha sperato e trovato un’altra possibilità: cadeau in carta lucida granata infiocchettato con avventato retropassaggio molle che diventa un assist troppo prezioso da fallire. Sono passati nemmeno tre minuti e il match può considerarsi finito. Un insufficiente direttore di gara asseconda, senza mai sanzionare, la maestria rossonera nell’addormentare la gara. Svenimenti con guarigioni improvvise, allontanamento del pallone, rimesse laterali narcotizzate, raccattapalle simil museo delle cere, Fumagalli  che trattiene oltremodo il pallone prima del rilancio con sospetto germoglio di ragnatele. Tutto lecito, ma lo si sapeva, per questo non si accettano alibi, per questo c’è rabbia per una partita intera ancora da giocare e che invece non è stata mai giocata. Oltretutto conto una squadra certamente forte, ma non certamente irresistibile, almeno per quanto dimostrato. Inaccettabile che il primo tiro in porta arrivi solo al 35’ su corner con capitan Danucci, sventato da un super Fumagalli e che si annoti solo un’altra azione quattro minuti dopo quando non si concretizza un passaggio di Manfrellotti per Calemme. La ripresa si apre con un tiro di Gerbaudo con assist del Direttore di gara che non fischia una precedente e solare azione fallosa e con la punizione di Viscomi sempre per grazia ricevuta. Nell’occasione Stranieri tocca pulito il pallone ma viene beffato anche dal cartellino giallo. In mezzo si registra una mezza papera della difesa foggiana sulla quale Manfrellotti non incide. Poi quando gli avversari rimangono in dieci e possono salire le chanches  di riacciuffarli si prende il secondo gol. Sponda di testa di Anelli e sinistro vincente di Tortori. Minuti finali senza sussulti e, come abbiamo scritto, senza applausi. Per nessuno! La classifica non ammette più distrazioni e torna ad essere pesante. Le dirette concorrenti stravolgono i pronostici e fanno punti prezioni, noi no. Il tempo delle carote è finito. Categorico il Presidente Donadei: “Abbiamo confezionato un  pacco regalo in maniera piuttosto grossolana.  In undici contro dieci paradossalmente siamo usciti dalla partita, abbiamo avuto un cedimento mentale e fisico. È un momento molto delicato, mancano solo otto partite e tutti quanti devono dare molto di più. La società che non ha mai fatto mancare sostegno, morale e materiale, a squadra e staff, ha alzato la voce, perché tutti si assumano la propria responsabilità, potendo e dovendo, ribadisco, dare di più, molto di più”! Non ci sono più alibi.

Foggia-Nardò: crederci è un obbligo!
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